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Di Maio scioglie le riserve: "Mi candido nella mia Pomigliano"

16 Gennaio 2018 Author :  

«Mi candido a Pomigliano, nel mio territorio». Luigi Di Maio scioglie le riserve. Già piccato un paio di settimane fa dalle indiscrezioni secondo cui avrebbe evitato i duelli nei collegi maggioritari, il candidato premier dei Cinque stelle ha ribadito ieri che invece sarà della partita, sia nel proporzionale che nel maggioritario. E non ci sarà nessuna scelta territoriale anomala. «Io mi candiderò nei collegi plurinominali e all'uninominale, nel mio territorio, perché questa è la nostra regola». Ha un esempio specifico da fare Di Maio: «Non siamo mica come Boschi, di cui si parla a Trento o a Palermo. Noi dobbiamo conoscere il nostro territorio. E dunque io mi candiderò nella mia regione, a Pomigliano d'Arco. Non ci saranno scorciatoie, ne pluri-candidature, ne paracadute come tutti gli altri stanno facendo. Siamo gli unici che selezioneranno in maniera democratica i listini bloccati, non come gli altri che fanno decidere alle segreterie». Un riferimento diretto quest'ultimo alle votazioni per le parlamentarie, formalmente indette sulla piattaforma Rousseau, per oggi e domani dalle 10 alle 21. Queste parlamentarie sono però limitate alla scelta dei nomi da inserire nei listini proporzionali. Saranno della partita tanto Di Maio a Pomigliano quanto Roberto Fico a Napoli. Ma la settimana prossima, esaurita la stesura dei listini, sarà lo stesso Di Maio a gestire in prima persona la dislocazione di vari nomi, sia reduci dalla competizione del proporzionale che cosiddetti «esterni», nei collegi uninominali. Lui comunque si è già collocato dalle parti della sua Pomigliano. Il collegio uninominale va da Acerra a Marigliano e Volla, passando appunto per Pomigliano. Quello proporzionale si spinge invece fino a Pozzuoli, passando per Casoria e Giugliano. L'annuncio di Di Maio probabilmente porterà chiarezza anche negli altri schieramenti. Il centrodestra, dato per vincente nel collegio attiguo di Noia, forse eviterà di impegnarsi a morte a Pomigliano, dove è già emerso come possibile candidato Nunzio Testa, ex deputato Udc ora in quota ai moderati di "Noi con l'Italia". Inoltre la mancanza del grande avversario a Noia potrebbe spingere Berlusconi a ricollocare il suo pezzo da novanta, Ma rá Carfagna, nel collegio di Napoli centro, dove l'ex ministra potrebbe fare la differenza. Il Pd invece dovrà scegliere se spostare un big nazionale a scontrarsi con Di Maio, affidarsi al deputato locale Massimiliano Manfredi o provarci direttamente con qualcuno dei sindaci di quell'area. Anche i grillini dovranno comunque mettere a punto alcuni problemi. Da alcuni giorni infatti si discute della autocandidatura, fra gli altri, di Carmine Sautariello, avvocato nolano che ha più volte partecipato a iniziative con Di Maio, ma in passato è stato anche vicino a Ned dell'ax assessore regionale Pasquale Sommese, che ha da queste parti la suaroccaforte. A sinistra, intanto, è di ieri un altro intervento sulla questione della candidatura di Antonio Bassolino con "Liberi e uguali". Stavolta sono i civatiani di "Possibile" a chiedere che il dibattito «non sia fossilizzato sulla presenza di uno specifico nome nelle liste o sulle alleanze, con prese di posizione contrapposte». Secondo la portavoce napoletana Anna Starila «non servono condottieri, ma compagni di squadra e di strada». Il Pd potrebbe schierare contro il grillino l'uscente Manfredi o un leader nazionale. In Leu ancora discussioni su Bassolino   
 
 

 

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