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"La Canzone Napoletana, dalle Villanelle a Pino Daniele": il video 2

22 Marzo 2017
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Il Liceo Statale con indirizzo Musicale e Coreutico “Alfano I” di Salerno celebra Pino Daniele nel secondo anniversario della dipartita. Ieri, presso il Teatro della Colonia di San Giuseppe, in Via S. Allende a Salerno, le Orchestre Scolastiche giovanili della Campania hanno “Suonato” e “Cantato” Pino Daniele in occasione della Terza edizione della Rassegna “Buon Compleanno Pino” ideata dall’Alfano I di Salerno. Da apripista è stata l’orchestra etno popolare “Alfano I per la Canzone Napoletana” diretta dal M.stro Espedito De Marino, anche direttore artistico dell’Evento, collaborato dalla Prof.ssa Malgorzata Anna Landskowska, a seguire l’ Accademia UPAM, il Liceo Galizia, gli allievi dei Conservatori di Napoli, Salerno e Avellino, l’Alfano I Jazz Ensamble, i Lazy Blokes, i Mind Blow dell’Etichetta discografica Edufonit, i Zing Acoustic Band, gli Yellows’ s Voices, il Liceo di Gesualdo, da Guest Star il pianista storico di Pino Daniele: Joe Amoruso che si è esibito in un assolo. Le esibizioni sono state introdotte da un Convegno sul Tema: “L’Evoluzione del linguaggio musicale nella Canzone Napoletana, dalle Villanelle a Pino Daniele” presieduto dal M.stro Redentorista Paolo Saturno, coadiuvato dalla Prof. Maria Teresa Petrosino e dal M° Antonio Saturno. Al Pianoforte il M° Fabio Schiavo, alle percussioni il M° Gerardo Sapere. Nella circostanza è stata allestita una mostra di quadri su Pino Daniele e dintorni curata da Grazia Sepe, alunna dell’Alfano I – Scienze Umane e sono stati presentati i Corsi di Formazione Professionale patrocinati dalla Regione Campania per le Qualifiche in ambito artistico – musicale e coreutico. Soddisfatta la Dirigente dell’Alfano I Elisabetta Barone che ha presentato l'evento: “Questo appuntamento è divenuto significativo nell'esperienza scolastica dei nostri allievi. Il liceo Alfano I, ha tra i suoi indirizzi quello musicale e da sempre abbiamo dato importanza alla sezione della musica napoletana, ritenuta dunque, nella sua specificità di genere come fondamentale per la formazione dei nostri studenti. Ciò non solo per spirito di appartenenza,ma anche perchè è un brand riconosciuto. La canzone non è solo l'orecchiabilità ma costituisce un unicuum riconoscibile in tutto il mondo”. Poi il M.stro Redentorista Paolo Saturno: “La prima questione da affrontare: esiste o no una storia sistematica della canzone napoletana? Esiste ma non è semplice da riorganizzare. L'elemento profondo che sorregge la canzone è la sua armonia e le strade sono state lunghe e complesse, il suo fondamento è stato comunque quello armonico”. “La fine della canzone napoletana classica è quella però della Seconda Guerra mondiale, come sostengono alcuni, parlando della contaminazione americana ed iniziano i grandi festival: ma, c'è da dire che sopravvive oggi. Sergio Bruni però con “Liev't a Mascherà Pullicinell'” riesce a capire quanto sia importante creare un nuovo ponte con la canzone napoletana pura. Esclusa la villanella che ha dei moduli puri, capisce che dal 600 fino al 1970 c'è sempre una continuità stilistica nella canzone napoletana e quindi, da queste riflessioni si riparte e si ricominicia con la canzone napoletana fino ad arrivare a Pino Daniele”. I saluti poi, anche da parte degli altri relatori, come lo stesso Joe Amoruso hanno aperto le danze all'orchestra studentesca accompagnata dal maestro Espedito De marino. Un momento alto di musica ed emozioni, nel ricordo di Pino Daniele e della canzone napoletana.

 

 

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