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Sesso per un lavoro, denunciato il sindaco di Portici

14 Gennaio 2018 Author :  

Una donna racconta di essere stata vittima di abusi da parte di un potente politico del Pd. E trova il coraggio di vuotare il sacco con la giustizia.  A riportare la notizia è La Repubblica. Una storia di presunti scambi tra sesso e imprenditoria legata agli appalti pubblici: io ti aiuto sul lavoro ma tu accetti le mie richieste sessuali. Accade nel Comune di Portici, il feudo di Enzo Cuomo, senatore fino a sette mesi fa, poi tornato al comando del Comune di Portici.

Un caso clamoroso- ancora riservatissimo – esplode, forse non a caso, nella stagione della “ribellione” anti molestie. A presentare una denuncia è una libera professionista. Si chiama Rossella B., conosce “da molto tempo l’attuale sindaco ed ex senatore Cuomo”. E punta il dito contro il primo cittadino e contro un imprenditore ritenuto vicinissimo al primo cittadino, Pasquale Noia. Una vicenda che, a quanto pare, era già nell’aria perché la signora Rossella avrebbe avvertito Noia della sua intenzione di denunciare tutto. Cuomo sarebbe già a conoscenza della bomba. E avrebbe già detto agli amici .”Questa è una schifezza nei miei confronti. Denuncerò quella donna per calunnia”.

“Il sindaco si denudò”
Il fascicolo è da poche ore all’attenzione della Procura guidata da Gianni Melillo, depositata nella stanza del procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio, responsabile della sezione che procede, tra l’altro, per i reati contro le cosiddette “fasce deboli”. E la donna dovrebbe essere sentita nelle prossime ore. Rossella B. dice di essere stata fatta oggetto di molestie, alcuni anni fa, nella stanza dell’allora sindaco Cuomo, poco prima che il primo cittadino lasciasse l’ente locale per candidarsi, ed essere eletto, al Senato. La donna racconta di aver ricevuto da Cuomo la richiesta di essere sostenuto sul territorio “per la campagna elettorale” e di avergli dato la propria disponibilità. Ma, subito dopo, ammette anche di aver a sua volta confidato al sindaco di avere problemi economici e di avergli chiesto di essere aiutata a trovare una posizione di maggiore stabilità. “Mi occupavo della vendita di alcuni prodotti”, precisa la donna, in particolare per aziende distributrici di prodotti chimici. Il sindaco, sempre stando al suo racconto, durante uno di questi incontri, in Comune, nel riserbo del suo studio, lontano da occhi indiscreti, l’avrebbe avvicinata e l’avrebbe molestata. “Io ti aiuto ma…”. Le avrebbe chiesto favori sessuali. La signora racconta nei dettagli che “si spogliò” e in un attimo le fu vicino. “Io ero seduta all’angolo della sua scrivania e gli dissi come si permetteva di fare ciò”.

“Gli abusi dell’imprenditore”
La seconda parte della denuncia si concentra invece sul ruolo , le promesse e – stando a quanto pare – i ricatti di un imprenditore vicino al sindaco. La signora sostiene di aver agganciato Pasquale Noia, attualmente aggiudicatario dell’appalto sulla pubblica illuminazione a Portici, proprio grazie al rapporto di quest’ultimo con Cuomo. La signora afferma che proprio Noia era l’uomo che, grazie ai buoni uffici del sindaco, avrebbe dovuto regalarle la sospirata stabilità economica.

"Noia mi offrì di incontrarci in un posto riservato. Ma avendo io capito le sue intenzioni, gli chiesi invece di vederci in un posto affollato, e ci vedemmo nel parcheggio di un agriturismo in zona San Sebastiano al Vesuvio”. Continua la denuncia: “Mi chiese di andare in camera, io mi rifiutai, e restammo in macchina a parlare. Allora lui cominciò a toccarmi il seno, poi leccava il collo…”. La descrizione della presunta violenza continua fino al dettaglio culminante: la donna denuncia agli inquirenti di aver “conservato” i propri “vestiti ancora sporchi del liquido seminale”. Non solo. “Il Pasquale Noia mi faceva intendere che per essermi negata, non mi avrebbe più aiutata”. La signora aggiunge di aver cercato di farsi visitare all’ospedale Maresca, comune di Torre del Greco, il più vicino in zona, ma in disarmo come molti altri presidi territoriali. “Raggiunsi quel’ospedale ma non fui refertata, in quanto mancava il pronto soccorso ginecologico. E mi invitarono a raggiungere l’ospedale Loreto Mare”, cioè Napoli, a venti chilometri. “Siccome avevo la necessità di prendermi cura di mia figlia, non ci andai”

Perché 5 anni dopo
E’ verosimile che la Procura, nel doveroso intento di approfondire accuse tanto circostanziate, debba sentire la donna e iscrivere, a tutela degli stessi soggetti accusati, il politico e l’imprenditore nel registro degli indagati. Resta un dubbio. Se è vero che la donna, nel 2013, uscì sotto choc dall’ufficio del sindaco Cuomo, perché ha atteso 5 anni per denunciare l’episodio? La signora scrive in denuncia di essersi confidata con un altro esponente del Pd, E.R., attuale consigliere comunale. Scambiate le loro valutazioni, la donna assunse la decisione di non denunciarlo, ritenendo che Cuomo, ormai in dirittura d’arrivo al Parlamento, fosse troppo in ascesa e con amicizie potenti. “Temendo di non essere creduta, soprassedetti”. Ma sarà il lavoro della magistratura e degli investigatori a far luce su una storia che, stando alla querela, è l’ennesimo squallido intreccio di sesso, politica e ricatti.

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