×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 576

"Se i delfini venissero in aiuto", l'esperienza di Erri De Luca sulla nave Prudence

28 Novembre 2017 Author :  

di Vincenzo Salerno 

Un uomo se ne sta in silenzio, impotente e con i pugni chiusi, guardando dal ponte di una nave il mare che si apre, calmo, di fronte a lui. Pensa a tre gommoni partiti dalle coste della Libia: qualche ora prima glieli aveva mostrati sulla carta nautica Pietro Catania, capitano della Prudence, una delle imbarcazioni di salvataggio di Medici Senza Frontiere. Pensa al destino già segnato del pesante carico umano che trasportano: intercettati dalle motovedette libiche i “naviganti” sono stati riportati in patria per finire, di certo, chiusi in qualche gabbia. Un destino, perfino peggiore, è però toccato a novantasette di loro ‒ “quando si tratta di vite umane vanno scritte con lettere e non con le cifre” ‒ morti affogati in un mare che non è ostile, “pareggiato a tappeto”: vittime del gommone rovesciato durante le operazioni di traino verso i porti africani. “Ventisette sono invece sono ammesse alla lotteria della salvezza”. Inizia con questo triste premio di consolazione il racconto di un viaggio per mare: la voce narrante la presta Erri De Luca, i protagonisti sono molteplici e tutti principali: l’“umanità spaesata” che quotidianamente viene ripescata ‒ e messa in salvo ‒ dalle onde del mare nostrum; i membri dell’equipaggio della Prudence, i medici e volontari di MSF, tredici pescatori di anime “ma senza un Iscariota in squadra”. Erri De Luca narra e fotografa le loro storie di ordinaria eccezionalità come nessuno, meglio di lui, avrebbe saputo fare. Perché nessuno deve mai dimenticare che “la nave aiuta il mare a fare il suo servizio di trasporto della civiltà, che è semina di uomini. Napoli è stata opera di Greci, Roma di un profugo di Troia, al quale è dedicato un poema, l’Eneide, che raccorda Omero con Alighieri”. Perché a nessuno può essere permesso d’infangare l’opera di volontari che, nel loro lavoro, non hanno bisogno di sbandierare curricula titolati: basterebbe soltanto ascoltare il resoconto di una loro giornata, un tassello della loro biografia. Oppure saper prestare orecchio ai delfini, privilegio prezioso che spetta a pochi eletti marinai: “se i delfini venissero in aiuto dei dispersi in mare, questi svaporati li accuserebbero di complicità coi trafficanti. In verità la loro fandonia intende accusare i soccorritori d’interrompere il regolare svolgimento del naufragio. Perché siamo e dobbiamo rimanere contemporanei incalliti del più lungo e massiccio affogamento in mare della storia umana”. Non le ha mai mandate a dire le cose Erri De Luca, mettendoci la faccia ‒ sempre sorridente negli scatti di questo libro ‒ e la penna. Dà atto ad un Sindaco ‒ senza fascia e senza banda ‒ e alla sua giunta di accogliere i migranti sopravvissuti di domenica mattina, domenica di Pasqua, nel porto di Reggio Calabria. Ribadisce la scelta, coraggiosa e onerosa di Medici Senza Frontiere, che hanno avuto il coraggio di rifiutare i fondi dell’Unione Europea e forse per ciò “non piacciono alla sua agenzia Frontex”, deputata al controllo delle frontiere mediterranee e che dunque “malsopporta” l’azione di questi volontari indipendenti, salvatori di vite umane che diversamente andrebbero perdute nelle profondità degli abissi, tra Africa e Italia. Tutti oggi dovrebbero leggere questo libro, scritto all’uso delle onde “mentre la pagina oscilla insieme alla linea di orizzonte e allo stomaco”.

Punto Vesuviani News

PuntoVesuvianiNews è un giornale online che si occupa del territorio tra Napoli, l'area Napoli Nord e i Vesuviani. 

CONTATTACI: 

redazione@puntoagronews.it

Via Nazionale, 84018 - Scafati

Tel. 3285848178