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Sant'Anastasia. Un pezzo di storia aperto al pubblico Giannangelo Marciano: è patrimonio del paese

12 Marzo 2019 Author :  

Sant’Anastasia – Inaugurato un piccolo ma ricco memoriale-museo di storia italiana riferita in particolare alla cittadina di Sant'Anastasia ed agli suoi eroi delle due guerre mondiali, testimoniata dai numerosi manoscritti dell'epoca, da foto, elmi, spade ed armi da fuoco, antiche divise militari ed un baule utilizzato dal canonico Marciano durante la seconda guerra mondiale.
Alla presenza del sindaco Lello Abete, degli assessori Palmarosa e Bruno Beneduce, di Dirigenti Scolastici, di consiglieri dell'Ordine Sacro del Santo Sepolcro e dell'Ordine Militare di Santa Brigida, del parroco di Sant'Antonio Giacomo Verrengia che ha benedetto gli intervenuti ed il luogo inaugurato, nonché dell'ideatore del museo Giannangelo Marciano è avvenuta tra gli applausi la cerimonia del taglio del nastro.
Nello stesso palazzo, in via Murillo di Trocchia, in cui è conservato l'importante colombaio romano con le due lapidi della famiglia gentilizia dei Plaetori, databile alla seconda metà del primo secolo d.C., è stato allestito il memoriale/museo, nel quale, per concessione dell'A.C., che ha sostenuto l'iniziativa, sono esposti anche il quadro e il medagliere del Generale anastasiano Riccardo De Rosa.
“L'idea del memoriale nasce dalle tante cose custodite dai miei nonni, poi dai miei genitori e dalle ricerche che ho fatto; a parte il ritrovamento archeologico del mausoleo romano nella proprietà Marciano, che è stato ed è ben custodito, il memoriale racconta una storia che va dal periodo borbonico alla seconda guerra mondiale. Insieme ai miei fratelli – racconta Giannangelo Marciano - abbiamo deciso di dedicare una parte della proprietà al museo per far conoscere altre radici di Sant'Anastasia, radici storiche che raccontano la dedizione degli abitanti di questa terra alla Fede ed alla Patria. Sembra una favola – per esempio - ma alla fine della prima guerra mondiale un mio pro-zio, Gaetano Marciano, canonico, militare e sacerdote, ma alto in grado, a capo delle truppe italiane, entrò a Innsbruck (Austria) e presee possesso della Piazza d'Armi, raccogliendo la pistola e la sciabola del colonnello Comandante austriaco. Nella seconda guerra mondiale, durante la 4 giornate di Napoli, fu il tenente, nipote dello stesso colonnello, ad arrendersi al Marciano con i suoi uomini, proprio in Sant'Anastasia, nello stesso palazzo in cui ora ha sede questo museo/memorial, per poi attendere gli alleati che erano già a Pomigliano d'Arco per essere fatti prigionieri e non continuare questa guerra assurda. Questo è un piccolo esempio delle documentazioni che ho trovato e che, insieme a tutti gli altri reperti, saranno a disposizione delle scolaresche e dei cittadini che vogliono continuare a far vivere un pezzo di storia del paese da non dimenticare”.

“È ammirevole l'impegno e la passione della famiglia Marciano, che nel corso degli anni ha conservato con grande cura e con grande attenzione una serie di reperti, e li ha conservati in un posto che ha la sua importanza.. anche archeologica. Credo che questo sia un ottimo esempio di come i privati possano interagire con le istituzioni, anche in un settore come quello della cura e della valorizzazione delle bellezze e dei siti importanti di un paese.
Personalmente – dice l’assessore Bruno Beneduce – sono anche molto emozionato per aver trovato, tra i cimeli conservati dalla famiglia Marciano, un vecchio piumino di bersagliere appartenuto a un mio avo cioè a mio nonno, decorato con medaglia d'argento al valor militare. Questo è sintomo di quanto amore i Marciano hanno impiegato per realizzare questo museo, che è davvero un vanto per l'amministrazione e per tutto il nostro paese”.

“Innanzitutto ringraziamo la famiglia Marciano per aver messo a disposizione di tutti una parte della storica casa, allestendo un museo che racconta la storia di Sant'Anastasia con cimeli di molti anni fa – dice il sindaco Lello Abete – che ci riportano indietro nel tempo, raccontando persone di Sant'Anastasia com'erano, cosa il paese – abitato fin dall'epoca romana - ha rappresentato per la Campania e quanto ha dato per la Patria. Abbiamo accolto con una delibera di Giunta questa iniziativa, aprendo le visite al museo alle scuole, associazioni e cittadini, per favorire la conoscenza della nostra storia, dei nostri valori antichi che oggi ci permettono di vivere in democrazia”.

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